L'uomo torna sempre sui proprio passi. Questo il sorprendente risultato degli studi condotti da Nature, una delle più antiche ed importanti riviste scientifiche esistenti."Sorprendente"..questo mi sono detto appena ho letto la notizia ed è stato un pò come realizzare qualcosa che, in realtà, sapevo benissimo.
Ognuno di noi, infatti, da quando nasce è in preda a mutamenti, a cambiamenti fisici e cognitivi. Crescendo ci si rende sempre meglio conto di come tutto ciò che risulta esterno ai nostri confini fisici e cognitivi vincoli la nostra "sopravvivenza", innescando una sorta di reazione che ci spinge verso qualcosa di migliore ( non in assoluto bensì rispetto alla soggettiva visione del mondo ).
Per realizzare ciò ci vengono in soccorso una serie di strumenti logici-cognitivi e di meccanismi di apprendimento, per lo più complessi, con l'obiettivo di migliorare ed estendere la conoscenza di sè e del mondo, in modo da poter fronteggiarne le insidie e le difficoltà.
Una volta determinata una buona soluzione, però, ecco che la dinamicità e le forze messe in gioco per raggiungere il risultato propostosi si trasformano in routine: siamo soliti utilizzare le soluzioni già confezionate e sperimentate, adagiandoci ed abituandoci ad esse.
E le operazioni di routine possono essere sperimentate tutti i giorni: dal cibo che comunemente si mangia, alla spesa nei supermercati, dalla frequentazione di locali ( ristoranti, bar, etc.. ) alle strade che si percorrono ( a piedi, in bici, in auto ). Diventa una sorta di automatizzazione: è come se il processo di apprendimento trasformasse, anche per comodità computazionale, le azioni eseguite in modo abitudinario in "regole fisse" di comportamento.
Queste regole, per altro, diventano molto difficili da "estirpare": spesso capita di ricevere consigli ma, seppur razionalmente ci si renda conto del miglioramento, non capita di sentire un leggero senso di "sbandamento" all'idea di cambiare qualcosa di statico e fisso?
E una specie di piccola forza iniziale da superare che a me capita di sperimentare..
Da altri punti di vista, "L'uomo torna sempre sui propri passi" non è che il riassunto di un insieme di caratteristiche, classicamente umane e per questo imperfette. Infatti..
..l'uomo solitamente commette gli stessi errori, ritornando su di essi, pur sapendo che la scelta non è quella giusta ( perchè ha già sbagliato in quel modo ) e che Errare humanum est, perseverare autem diabolicum ( Guerra, Razzismo, Violenza, etc)..
..ma anche torna sovente sui suoi passi ( forse l'avverbio sempre è quello più veritiero ma facciamo finta che non sia così come sprono al cambiamento ), ritrattando una posizione, un pensiero, una decisione con saggezza, fine e nobiltà diversi.
Per terminare questo mio pensiero vorrei inserire una frase che, se rigorosamente seguita :-P, può aiutare ad esplorare "nuovi percorsi":
Per scoprire cose nuove non bisogna avere occhi sani ma un animo sensibile

A presto!
È curioso come a volte si può cambiare radicalmente opinione e scoprire di avere sempre avuto la stessa.
RispondiEliminaBrava guardia!
RispondiEliminaStai diventando saggio!
..Forse merito del mio blog?
:-DDDDDDDDDDDDDDDD